Le fondamenta · pietra angolare · Blocco 5 di 25
Entusiasmo
Enthusiasm
L'entusiasmo non è volume. È amare quello che fai abbastanza da farlo vedere, e si attacca a chi ti sta vicino.
La seconda pietra angolare della Piramide del Successo di John Wooden. Sta all'altro capo della base, di fronte all'Industriosità, e senza di lei il lavoro diventa noia.
Cosa intendeva Wooden
John Wooden mise l'Entusiasmo in basso a destra, all'estremità opposta dell'Industriosità. Furono le prime due pietre che scelse, e in quattordici anni di revisioni della Piramide non le spostò mai.
La sua definizione stava in due frasi. L'entusiasmo si attacca a chi ti sta intorno. E devi amare davvero quello che fai.
Raccontava di essere andato a una conferenza su un tema che non gli interessava. Ne uscì con la voglia di saperne di più. Il relatore non urlava e non faceva spettacolo: amava quello che stava spiegando, e si vedeva.
La parola viene dal greco enthousiasmos, e nel corso ufficiale di Wooden la traduzione è questa: Dio dentro. Non un'energia da indossare la mattina. Qualcosa che c'è già, e va lasciato uscire.
E teneva insieme le due pietre angolari con una frase precisa. Il lavoro duro senza entusiasmo porta alla noia. L'entusiasmo senza Industriosità lascia il potenziale sulla carta. Solo insieme fanno una base.
In un'azienda italiana, oggi
In Italia confondiamo l'entusiasmo con la carica. E la carica, in azienda, ha un calendario.
Lunedì, 9.00, convention del trimestre. Musica all'ingresso, la parola "sfida" in giallo sulla prima slide, il direttore che chiede a tutti un applauso. Si esce con il gadget e una frase da ricordare.
Giovedì, 17.40, macchinetta del caffè. Le stesse persone. Si parla del cliente che non paga, del capo che cambia idea, del venerdì che non arriva mai.
Il lunedì è la recita. Il giovedì è quello che si pensa davvero. E il team, quello che sente, lo prende dal giovedì.
Wooden avrebbe guardato quella scena e avrebbe visto molto volume e poco entusiasmo. Il suo non si misurava in applausi. Si misurava in come rispondi alla domanda di un collaboratore alle cinque e mezza del pomeriggio.
Per chi guida un team, la domanda non è "come li carico?". È "cosa sentono di me quando non sto recitando?". Perché la squadra guarda sempre, anche quando pensi che non conti.
Dove si inceppa
L'Entusiasmo ha una maschera, ed è la più rumorosa: la carica.
Chi la indossa alza la voce nei momenti ufficiali, usa le parole giuste, sorride nelle foto dell'evento. Poi, lontano dal palco, si lamenta. Non è un ipocrita. È stanco, e ha scambiato l'entusiasmo per uno spettacolo da reggere.
Wooden non lo voleva rumoroso. Chi lo ha conosciuto racconta un entusiasmo silenzioso, fatto di attenzione più che di tono.
Dei tre segnali qui sotto, il primo è il più insidioso. Perché la lamentela, in ufficio, passa per franchezza. E ogni volta che la ripeti, insegni al tuo team cosa pensare del lavoro.
- Ti lamenti del tuo lavoro più spesso di quanto ne parli con piacere.
- Rispondi alle domande del team come a cose già sentite mille volte.
- Non sai più dire quale parte del tuo lavoro ti piace.
Un gesto per questa settimana
Le tacche
Cinque giorni, un cartoncino in tasca. Non devi diventare più positivo: devi solo contare.
- Metti in tasca un cartoncino o un foglio piccolo, non il telefono. Ti serve sotto mano, non dentro un'app.
- Ogni volta che ti lamenti del lavoro ad alta voce, fai una tacca. Senza giudicarti e senza correggerti: conta e basta.
- La sera rileggi le tacche e chiediti, per ognuna: era un problema da risolvere, o era una recita?
- Per i problemi veri, scrivi a chi li dirai e quando. Per le recite non scrivere niente: le hai già viste.
- Il quinto giorno scegli il compito che ha raccolto più tacche e trova tre modi per goderne almeno una parte. Uno basta per cominciare.
Se guidi un team, chiudi la riunione del venerdì così: un riconoscimento a una persona, per una cosa precisa della settimana. Non "bravi tutti". Un nome, un fatto, una frase.
Dove sei, oggi, con Entusiasmo?
Dieci affermazioni, trenta secondi. Nessuno vede le tue risposte.
Fai l’autovalutazioneDalla cicatrice
Ho chiuso tre imprese: nel 2006, nel 2014, nel 2019.
In nessuna delle tre mi è mancata la voglia di lavorare. Per anni ho pensato che bastasse.
Poi ho studiato la Piramide, e ho visto che Wooden aveva messo due pietre agli angoli, non una. La voglia di lavorare ne regge una sola.
Il lavoro senza entusiasmo, diceva, diventa noia. Si può andare avanti a lungo, così. Ma non ci si costruisce sopra niente.
Per questo, su questa pagina, la domanda non è quanto lavori. È cosa ami ancora, di quello che fai.
Nella Piramide
- Su cosa poggia
- Su niente: è la terra. Per questo Wooden la mise per prima.
- Cosa sostiene
- Determinazione (In arrivo)
- Chi le sta accanto
- Cooperazione, Sincerità (In arrivo)
Il Percorso
Nel Percorso, Entusiasmo è la tua settimana 5: insegnamento, esercizio nel quaderno, commento del coach.
Il Percorso apre lunedì 23 novembre alle 7.00.
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