Le fondamenta · Blocco 4 di 25
Cooperazione
Cooperation
Ascolta, se vuoi essere ascoltato. E cerca il modo migliore, non il tuo.
Una delle tre pietre di sostegno alla base della Piramide del Successo di John Wooden, tra la Lealtà e l'Entusiasmo.
Cosa intendeva Wooden
John Wooden mise la Cooperazione nella base della Piramide, tra la Lealtà e l'Entusiasmo. Insieme alle due pietre angolari e alle altre due di sostegno, regge tutto quello che sta sopra.
La sua definizione sta in tre frasi. Coopera con le persone di ogni livello con cui lavori. Ascolta, se vuoi essere ascoltato. Cerca il modo migliore, non il tuo.
Non parlava di andare d'accordo. Per Wooden cooperare non voleva dire stare tranquilli o accodarsi. Voleva dire ascoltare per primo i suoi giocatori, se voleva che loro ascoltassero lui.
La lezione l'aveva imparata da ragazzo, guardando suo padre. Un tiro di cavalli non riusciva a trascinare un carico pesante fuori da una cava di ghiaia ripida, e il padre ne prese in mano la guida.
Il giovane John ne ricavò una regola che non lasciò più: per ottenere cooperazione, la gentilezza è il metodo migliore.
Da allenatore la ridusse a una frase: conta ciò che è giusto, non chi ha ragione. E da insegnante si diede un motto: anche gli altri hanno un cervello.
Sapeva anche che senza fiducia la cooperazione non regge. E per chi guida la fiducia nasce da un gesto preciso: mostrare a tutti che ti interessa il modo migliore, non il tuo.
Aggiungeva due dettagli pratici, che chi guida dimentica spesso. La cooperazione si dà prima di riceverla. E diventa molto più facile quando ognuno sa con chiarezza qual è il suo ruolo.
In un'azienda italiana, oggi
Sono le 11.20 di un martedì. Sala riunioni al secondo piano, otto persone, una presentazione di quattordici slide.
Alla quattordicesima il direttore si toglie gli occhiali e dice: "Questa è la direzione. Che ne pensate? Siamo una squadra."
Silenzio. Qualcuno annuisce. Il responsabile del magazzino guarda il tavolo.
Non parla perché ha capito una cosa che il direttore non ha capito: la decisione è già presa. La domanda è una cortesia.
La riunione vera si fa dieci minuti dopo, alla macchinetta del caffè. Lì il responsabile del magazzino spiega a due colleghi perché il piano non regge. Ha ragione. Nessuno lo dirà al secondo piano.
Wooden avrebbe guardato quella scena e avrebbe visto una squadra che va d'accordo e non coopera. Il consenso c'è. Il modo migliore no: è rimasto in fondo al corridoio.
Per chi guida un team, la domanda non è "le mie persone collaborano?". È "quando chiedo il loro parere, sono ancora disposto a cambiare idea?". E la risposta comincia dal momento in cui fai la domanda: prima di decidere, o dopo.
Dove si inceppa
La Cooperazione ha una maschera, ed è la più educata di tutte: l'ascolto di cortesia.
Chi la indossa fa il giro di tavolo, chiede pareri, annuisce. Sembra il capo più aperto dell'azienda. Intanto aspetta solo il suo turno per parlare.
Wooden chiedeva di cercare il modo migliore, non il proprio. La maschera fa il contrario con molta grazia: cerca il proprio modo, e poi lo fa approvare.
La indossiamo perché decidere da soli sembra più veloce. E perché ammettere che l'idea migliore era di un altro costa qualcosa che non vogliamo pagare davanti a tutti.
Dei tre segnali qui sotto, l'ultimo è il più insidioso. Perché somiglia all'apertura.
- Mentre l'altro parla, stai già preparando la tua risposta.
- Quando qualcuno ti contraddice, ricordi chi era e non cosa ha detto.
- Chiedi un parere dopo aver già deciso.
Un gesto per questa settimana
Prima ripeti
Cinque giorni, una conversazione al giorno. Prima di dire la tua, ripeti la sua.
- Ogni mattina scegli una conversazione della giornata in cui c'è da decidere qualcosa, o un punto di vista diverso dal tuo. Una sola.
- Quando l'altro ha finito di parlare, non rispondere. Riassumi in una frase quello che hai capito.
- Chiudi con una domanda semplice: "È così?". Se la risposta è no, ascolta ancora e riformula finché diventa sì.
- Solo a quel punto di' quello che pensi. Anche se pensi esattamente quello che pensavi prima.
- La sera segna su un foglio due cose: se avevi capito giusto al primo colpo, e se dopo aver ripetuto hai cambiato qualcosa della tua risposta. Al quinto giorno guarda le cinque righe insieme.
Se guidi un team, aggiungi un passo il venerdì: in riunione, chi vuole obiettare a una proposta deve prima riformularla, finché chi l'ha fatta dice "sì, è questa". Poi l'obiezione.
Dove sei, oggi, con Cooperazione?
Dieci affermazioni, trenta secondi. Nessuno vede le tue risposte.
Fai l’autovalutazioneDalla cicatrice
Ho chiuso tre imprese: nel 2006, nel 2014, nel 2019.
Nelle riunioni avevo quasi sempre la risposta pronta prima che l'altro finisse di parlare. Lo scambiavo per prontezza.
Chiedevo pareri, questo sì. Ma spesso avevo già deciso. E chi lavorava con me lo sapeva prima di me.
Wooden diceva che conta ciò che è giusto, non chi ha ragione. Io per anni ho difeso la seconda cosa, e l'ho difesa bene.
Oggi, quando qualcuno mi contraddice, provo a ripetere quello che ha detto prima di rispondere. Non sempre ci riesco. Ma ho smesso di contare le volte in cui avevo ragione.
Nella Piramide
- Su cosa poggia
- Sulla terra: è nelle fondamenta.
- Cosa sostiene
- Iniziativa (In arrivo), Determinazione (In arrivo)
- Chi le sta accanto
- Lealtà, Entusiasmo
Il Percorso
Nel Percorso, Cooperazione è la tua settimana 4: insegnamento, esercizio nel quaderno, commento del coach.
Il Percorso apre lunedì 23 novembre alle 7.00.
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