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Le fondamenta · Blocco 3 di 25

Lealtà

Loyalty

La Lealtà non è obbedienza. È restare dalla parte di chi dipende da te, senza perdere il rispetto di te stesso.

Il blocco al centro esatto delle fondamenta, tra Amicizia e Cooperazione. Qui la Piramide del Successo ti chiede da che parte stai.

Cosa intendeva Wooden

John Wooden mise la Lealtà al centro della base, tra l'Amicizia e la Cooperazione. Tre blocchi molto simili, scelti per lo stesso motivo: quando includi gli altri, le fondamenta diventano più forti.

La sua definizione ha due direzioni. Sii leale a te stesso e a tutti quelli che dipendono da te. E subito dopo, una richiesta secca: conserva il rispetto di te stesso.

Nota l'ordine. Prima te stesso. Per Wooden serviva lealtà dentro di sé per avere pace dentro di sé. È la stessa pace della sua definizione di successo.

Poi gli altri. Ognuno di noi, diceva, deve avere qualcuno a cui essere leale. E alcune cose: la famiglia, il lavoro, le proprie convinzioni, i propri valori.

La lealtà degli altri non si pretende. Si guadagna dando rispetto e mostrando lealtà per primi. Ed è quella che tiene in piedi persone e squadre quando arrivano le difficoltà.

Per chi guida, Wooden la descriveva come una forza che unisce: quella che trasforma un gruppo di individui in una squadra.

Nel suo insegnamento la Lealtà è fatta di quattro virtù: devozione, dovere, impegno, fedeltà. Nessuna delle quattro si chiama obbedienza.

In un'azienda italiana, oggi

In Italia abbiamo un complimento per la lealtà sbagliata: "è uno fedele".

Sono le 11.20 di un giovedì. Il direttore presenta il nuovo piano. Tre responsabili annuiscono. Nessuno fa domande.

Alle 11.50, davanti alla macchinetta del caffè, gli stessi tre smontano il piano pezzo per pezzo. A voce bassa.

Due settimane dopo il piano va storto. In riunione si cerca un nome. Esce quello di una collaboratrice di uno dei tre, che in quella stanza non c'era nemmeno.

Il direttore ha avuto i suoi sì. Nessuno gli è stato leale. E chi dipendeva da quel responsabile è rimasto scoperto.

Wooden avrebbe visto molta fedeltà e nessuna Lealtà. Perché la sua non guarda in alto, verso chi comanda. Guarda verso chi conta su di te.

Per chi guida un team, la domanda non è "le mie persone mi sono fedeli?". È "quando non ci sono, chi le difende?". E la risposta comincia da come ne parli tu, quando non ci sono loro.

Dove si inceppa

La Lealtà ha una maschera, ed è quella che fa carriera più in fretta: l'obbedienza.

Chi la indossa dice sempre sì al capo. Difende ogni decisione in riunione. Sembra la persona più leale dell'azienda. Spesso è leale solo alla propria sedia.

Wooden chiedeva il contrario. Lealtà verso chi dipende da te, e prima ancora verso te stesso. Il sì che non pensi non è lealtà al capo. È un piccolo tradimento di te.

Dei tre segnali qui sotto, l'ultimo è il più insidioso. È l'unico tradimento che nessuno vede, e l'unico che paghi sempre tu.

  • Parli di una persona del tuo team in un modo in cui non le parleresti in faccia.
  • Quando qualcosa va storto, il nome di un collaboratore esce prima del tuo.
  • Dici sì a cose in cui non credi, per non perdere il posto al tavolo.

Un gesto per questa settimana

Come se fosse nella stanza

Cinque giorni, una regola sola: di chi non c'è si parla come se ci fosse.

  1. Lunedì mattina scrivi i nomi di chi dipende da te al lavoro. Accanto, una sola cosa su cui non sei disposto a trattare.
  2. Ogni giorno, quando parli di qualcuno che non c'è, parla come se fosse nella stanza. Se non glielo diresti in faccia, non lo dici.
  3. Se qualcuno lo critica alle spalle, non difenderlo con un discorso. Basta una parola: "Diciamoglielo."
  4. La sera scrivi un momento della giornata in cui hai detto sì contro te stesso. Uno solo, anche piccolo.
  5. Il quinto giorno rileggi i nomi e le sere. Guarda da che parte sei stato, quando nessuno controllava.

Se guidi un team, aggiungi un passo il venerdì: riprendete un errore della settimana e tu dici per primo la tua parte. Dopo, nessun altro nome. È una delle tre regole di Wooden: nessuna colpa sui compagni.

Dove sei, oggi, con Lealtà?

Dieci affermazioni, trenta secondi. Nessuno vede le tue risposte.

Fai l’autovalutazione

Dalla cicatrice

Ho chiuso tre imprese: nel 2006, nel 2014, nel 2019.

In tutte e tre, la cosa più difficile non è stata perdere l'impresa. È stata guardare in faccia chi contava su di me.

Lì ho capito che la Lealtà di Wooden ha due direzioni. Verso chi dipende da te. E verso te stesso.

La prima la tradisci quando scappi. La seconda quando, per non scappare, diventi un altro.

Le imprese si possono chiudere. Il rispetto di te stesso, una volta venduto, non lo ricompri a rate.

Nella Piramide

Su cosa poggia
Sulla terra: è nelle fondamenta.
Cosa sostiene
Vigilanza (In arrivo), Iniziativa (In arrivo)
Chi le sta accanto
Amicizia, Cooperazione (In arrivo)

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Il Percorso

Nel Percorso, Lealtà è la tua settimana 3: insegnamento, esercizio nel quaderno, commento del coach.

Il Percorso apre lunedì 23 novembre alle 7.00.

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