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Le fondamenta · Blocco 2 di 25

Amicizia

Friendship

L'Amicizia non è simpatia. È stima, rispetto e dedizione, e si costruisce prima di averne bisogno.

Il primo dei tre blocchi tra le pietre angolari. Qui la Piramide del Successo smette di parlare di te e comincia a parlare degli altri.

Cosa intendeva Wooden

Tra le due pietre angolari, Industriosità ed Entusiasmo, John Wooden mise tre blocchi molto simili tra loro: Amicizia, Lealtà, Cooperazione. Voleva una base forte, e sapeva che la forza vera arriva quando includi gli altri.

La sua definizione di Amicizia sta in tre parole: stima, rispetto, dedizione. Tutte e tre reciproche. Poi un paragone che spiazza: l'amicizia è come un matrimonio. Non si dà per scontata, si lavora in due.

Non era una teoria. Quando Wooden finì le elementari, suo padre Joshua gli regalò una banconota da due dollari e un foglio con sette consigli per la vita. Il quinto diceva: fai dell'amicizia un'arte.

Wooden tenne quel foglio nel portafoglio finché la scrittura non sbiadì, e dovette ricopiarlo parola per parola. Il suo migliore amico fu sua moglie Nell, per cinquantatré anni di matrimonio.

La regola pratica era quasi brusca. Abbi il coraggio di offrire l'amicizia per primo. Parla tu per primo, perché se aspetti potrebbe non succedere. Fai del bene senza aspettarti niente in cambio.

E la frase che tiene insieme tutto: "Il momento di farsi amici è prima di averne bisogno."

C'è però un'avvertenza che i più dimenticano. Wooden non chiedeva a un coach di diventare il compagno di serate dei giocatori. Tieni un rapporto personale stretto, diceva, ma conserva il loro rispetto. L'Amicizia della Piramide non abbassa lo standard. Lo rende possibile.

In un'azienda italiana, oggi

In Italia l'amicizia sul lavoro ha due versioni. Nessuna delle due è quella di Wooden.

La prima è "qui siamo una famiglia". La dice il titolare alla cena di Natale, e ci crede davvero. Poi, a gennaio, nessuno osa dirgli che il nuovo gestionale non funziona. In famiglia non si litiga.

La seconda è più fredda. Sono le 17.50 di un giovedì. Arriva un messaggio da un ex collega che non senti da quattro anni: "Ciao! Quanto tempo! Come stai?". Alla terza riga c'è la richiesta.

Wooden avrebbe guardato le due scene e avrebbe visto la stessa cosa: rapporti senza stima. Nella prima manca il rispetto che permette di dirsi la verità. Nella seconda manca la dedizione: l'altro esiste quando serve.

Per chi guida un team, la domanda non è "le mie persone mi vogliono bene?". È "chi, nel mio team, ho cercato questa settimana senza avere niente da chiedere?".

Di solito la risposta è più corta della lista dei progetti.

Dove si inceppa

L'Amicizia ha una maschera, e la indossiamo tutti senza vergogna: l'amicizia a chiamata.

È il rapporto che si accende quando serve. Il collega che ti scrive solo quando ha un problema. Il capo che diventa cordiale la settimana delle valutazioni. In azienda ha perfino un nome elegante, networking, e finisce nel curriculum.

Il guaio è che funziona. Per un po'. Poi arriva il giorno in cui il bisogno è il tuo, e scopri di avere tanti contatti e pochi amici.

Dei tre segnali qui sotto, il secondo è il più insidioso. Perché aspettare che l'altro si faccia vivo sembra rispetto, e spesso è solo orgoglio con le buone maniere.

  • Scrivi a qualcuno quasi solo quando ti serve qualcosa.
  • Aspetti che il primo passo lo faccia l'altro.
  • In una settimana non hai fatto niente per un collega senza aspettarti un ritorno.

Un gesto per questa settimana

Il primo passo

Cinque giorni, una persona al giorno, nessuna richiesta.

  1. La mattina scrivi un nome: una persona del lavoro con cui il rapporto si è raffreddato. Un collega, un ex cliente, qualcuno del tuo team che vedi solo in riunione.
  2. Entro sera, fatti vivo tu per primo. Una telefonata, un caffè, un messaggio scritto per lei e non copiato da un altro.
  3. Non chiedere niente. Se ti accorgi che stai preparando il terreno per una richiesta, rimandala al mese prossimo.
  4. Se puoi, fai una piccola cosa utile per quella persona, senza raccontarla in giro: un contatto, un articolo, un grazie che le dovevi.
  5. Il quinto giorno rileggi i cinque nomi. Chiediti da quanto tempo non li cercavi, e perché ti è servito un esercizio per farlo.

Se guidi un team, aggiungi un passo il venerdì: ognuno racconta una cosa che un collega ha fatto per lui questa settimana, senza che la chiedesse. Nessuno racconta quello che ha fatto lui. È una regola di Wooden: dimentica i favori fatti, ricorda quelli ricevuti.

Dove sei, oggi, con Amicizia?

Dieci affermazioni, trenta secondi. Nessuno vede le tue risposte.

Fai l’autovalutazione

Dalla cicatrice

Ho chiuso tre imprese: nel 2006, nel 2014, nel 2019.

Una chiusura è anche un inventario. Non del magazzino. Delle persone.

Nel 2019, quando ho chiuso, le persone che mi sono rimaste accanto erano quelle che avevo cercato quando non mi servivano.

Non i contatti utili. Non le relazioni coltivate per un progetto. Quelle che avevo cercato senza un motivo.

Wooden lo sapeva già: il momento di farsi amici è prima di averne bisogno. Io ci sono arrivato con tre chiusure.

Nella Piramide

Su cosa poggia
Sulla terra: è nelle fondamenta.
Cosa sostiene
Autocontrollo (In arrivo), Vigilanza (In arrivo)
Chi le sta accanto
Industriosità, Lealtà

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Il Percorso

Nel Percorso, Amicizia è la tua settimana 2: insegnamento, esercizio nel quaderno, commento del coach.

Il Percorso apre lunedì 23 novembre alle 7.00.

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